mercoledì 7 gennaio 2009

Evander va in montagna



Ora, capisco la crisi della mezza età, capisco che la vita si allunga... Però... Certo, non si può non ammirare il coraggio di questa leggenda vivente della boxe, e sopratutto io non posso non considerare il fatto che ancora una volta un'azione degna di nota viene dalla "vecchia guardia", a quanto pare l'unica in grado di considerare il proprio essere anche in funzione di scelte e decisioni drastiche non sempre in linea con il "format" del proprio personaggio pubblico. Uno così, tra i tanti celebri trentenni e quarantenni (Saviano escluso) è difficile da trovare e sopratutto è difficile che mia figlia da grande abbia un'icona di riferimento, una qualsiasi che non sia per allora stata inghiottita dal vortice del Gossip, della velocità, dell'oblio.

Io almeno avrò avuto, insieme a parecchi altri, Evander Holyfield... Sempre che ne resti qualcosa dopo il venti dicembre...

Un uomo da marciapiede


Mi da una sensazione di benessere pensare al proprietario di questa roulotte, al suo lavoro di gestione pratiche e documenti portato quotidianamente avanti a bordo strada, vicino ai suoi clienti. Mi fa piacere che in antitesi agli uffici asettici targati IKEA in giro per il paese si trovino ancora cose così, che hanno la faccia e il culo ben distintamente separati.

Mi piace andar per Palermo perchè la vita è in strada, dove ci sono i passanti che invece di correre da qualche parte colgono le occasioni li sul marciapiede, dove si mangia, si conversa, si lavora; dove alle due di notte in piazza Indipendenza c'è il fioraio aperto e poco sopra, su corso Calatafimi trovi addobbi natalizi anche dopo le 23.00, mentre per soddisfare il palato proprio all' angolo tra la piazza e il corso ci sono i fratelli Testagrossa (da me adottati come fornitori ufficiali di panini con milza, panelle e crocché) e la loro focacceria (ottimo punto di riferimento per appuntamenti). A più coraggiosi ed estremi palati invece una visita sotto lo svincolo Ernesto Basile darà sicuramente inaspettate gioie: stigghiole e caldume cucinate al momento, accompagnate da birra e consumate li, su due piedi, ancora bollenti e manco a dirlo, in mezzo alla strada.